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Cultura > Arte e Spettacolo

Roberto Bolle protagonista della “Serata Petit” alla Scala

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova


Con repliche fino al 20 giugno, il grande artista italiano è il protagonista dell'omaggio a Roland Petit, con le musiche dei Pink Floyd

Roberto Bolle

Da Bach ai Pink Floyd. Dopo lo straordinario successo nel 2009 è tornato alla Scala di Milano Serata Petit”, l’omaggio al grande coreografo francese scomparso, con due titoli emblematici del suo estro creativo: Le jeune homme et la mort e Pink Floyd Ballet. Interprete la nostra star internazionale Roberto Bolle, al quale, dopo il debutto, subentrerà Ivan Vasiliev.

Dalla piccola stanza d’artista in cui si consuma un dramma immenso, all’inondazione di luce ed effetti laser di un vero balletto-rock. Questo è Roland Petit, che coglieva l’atmosfera dei tempi e non sbagliava un colpo. Se a Jean Cocteau chiese il soggetto di quel balletto che sarebbe diventato il capolavoro esistenzialista, Le jeune homme et la mort (1946), negli anni Settanta, conquistato dalla forza visionaria della musica dei Pink Floyd, tradusse sulle punte – e non solo – l’energia di quel progressive rock entrato nella storia.

Al debuttoal Palais des Sports di Marsiglia, la mitica band andò in scena dal vivo e fu subito cult-ballet. Materia ribollente che per novanta minuti fonde in un unicum fluente, la scenografia illuminata dalle luci caleidoscopiche e laser colorati di Jean-Michel- Desirè, con la danza allo stato puro che volteggiata sulle note di tredici brani famosi di cui alcuni scritti appositamente dal gruppo per Petit in registrazioni live. Corpi che si librano e si trasfigurano con l'incalzare della pulsazione ritmica del rock, in un flusso elettrizzante che esplode portentoso nei momenti corali e di gruppo, e rapisce nei passi a due e negli assoli.

"Le jeune homme et la mort" è la coreografia che rese famoso l'allora poco più che ventenne Petit. Balletto–simbolo dell'esistenzialismo francese del Dopoguerra, ricavato da un soggetto di Cocteau scritto proprio per Petit, descrive la disperazione di un solitario giovane artista che, sedotto dalla Morte, incarnata da una glaciale fanciulla vestita di giallo, finisce per impiccarsi prima che questa torni per prenderselo e volare via. La scena è un atelier con un letto, un tavolo e le immancabili sedie care a Petit.

Sulla partitura di una "Passacaglia" di Bach il ragazzo, vestito con una salopette blu, si dà anima e corpo all'estrema visitatrice che inizialmente gli appare nobile e fiera. Roberto Bolle sa rendere con l'intensa espressività del movimento disarticolato e morbido, brusco e suadente, quel "mal de vivre" che è, insieme, infelicità e sentimento estremo. E suggella una memorabile serata di danza.

“Le Jeune homme et la Mort”, libretto di Jean Cocteau,“Pink Floyd Ballet”, produzione Teatro alla Scala. Coreografia Roland Petit, supervisione coreografica Luigi Bonino, luci Jean Michel Désiré, musica Johann Sebastian Bach, Lorenzo Bonoldi, organo, scene Georges Wakhevitch, costumi Karinska. Milano, Teatro alla Scala. Le repliche proseguono nei giorni 1,4, 5, 7, 12, 17, 18, 20 giugno.

Riproduzione riservata ©

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